mercoledì 3 gennaio 2018

La responsabilità dell'insegnante [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI GRATIS DI GIURISPRUDENZA]


Ai fini di una più chiara ricostruzione della struttura dell’illecito aquiliano, appare utile chiarire quale sia stata l’evoluzione giurisprudenziale in merito alle diverse letture del principio di colpa.
Per potersi avere l’applicazione dell’art. 2043 c.c. , infatti, è necessario che ricorrano come elementi costitutivi :
1) L’esistenza di un fatto
2) Imputabile dal punto di vista soggettivo, a titolo di dolo o colpa
3) In base al nesso di causalità.
Sulla base di quanto sopra esposto, negli anni, nel nostro ordinamento è stato più volte dibattuto il problema teorico più impegnativo che riguarda la responsabilità civile negli ordinamenti dell’area occidentale a civiltà industriale evoluta.
In un sistema di tipicità variabile qual è quello articolato nel codice civile italiano, infatti, la rilevanza di nuove situazioni soggettive la cui lesione induce l’applicazione della sanzione risarcitoria è uno dei modi in cui si descrive l’evoluzione sociale , è proprio lo sviluppo della responsabilità oggettiva, che ridisegna la responsabilità civile nei suoi profili strutturali.


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La responsabilità dell'insegnante

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Tesina Gian Domenico Romagnosi [DOWNLOAD TESI DI LAUREA DI GIURISPRUDENZA GRATIS]


Gian Domenico Romagnosi Giurista e filosofo(Salsomaggiore 1761 - Milano 1835). Di formazione illuministica, R. fu un fautore dell'unità italiana, idea che gli costò varie traversie (tra cui, a partire dal 1821, il divieto di insegnare). Come giurista è considerato uno dei fondatori del diritto penale moderno (Genesi del diritto penale, 1791). Come filosofo fu un convinto assertore della 'filosofia civile', ossia di una riflessione che studia l'uomo nella sua concreta evoluzione storico-sociale, unendo la dimensione morale a quella giuridico-politica ed economica. A tale impostazione si rifece il suo allievo C. Cattaneo.
VITA.Notaio a Piacenza (1787-89), giusdicente (o pretore) a Trento (1791-93), avvocato nella stessa città (1794-1802); nel 1799, dopo l'occupazione francese e il ritorno della dominazione austriaca, subì 15 mesi di detenzione sotto l'accusa di abuso nell'esercizio delle sue funzioni di pretore.


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Tesina Gian Domenico Romagnosi

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Il marketing [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI GRATIS DI ECONOMIA]


Per molto tempo gli esperti di marketing si sono concentrati sugli acquisti dei consumatori, cioe sull’attività che più direttamente è collegata al successo o all’insuccesso di mercato delle impresa, ovvero, se il consumatore compra, l’azienda ne guadagna e così scongiura il rischio di fallimento.
Col passare del tempo, e con il contributo di chi studia i consumatori senza schierarsi sul versante imprenditoriale, ma con l’obiettivo di comprendere, piuttosto che di convincere, si e cominciato a capire che l’acquisto costituisce un elemento di un processo piu complesso all’interno del quale il possesso e l’utilizzo dei beni di consumo sono largamente piu importanti. Possedere, usare, mostrare i nostri oggetti agli altri sono aspetti essenziali delle motivazioni alla base degli acquisti. A maggior ragione il non avere e il non poter mostrare alcunche costituiscono aspetti addirittura, ma non paradossalmente, piu importanti dei precedenti e che ancor meno hanno a che fare con l’acquisto in se e per se.1
Va da sé quindi che il possesso e l’ostentazione dei nostri beni costituiscono elementi sostanziali della nostra identità e costituiscono percio un vettore importante per la comunicazione interpersonale nella società.


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Il marketing 


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I bimbi dimenticati [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI PDF GRATIS]


Da bambino ho fatto di tutto, anche di peggio. Bere da una pozzanghera così, per scherzo, come se fossi un cane. Come se fossi un animale stanco oppure semplicemente di passaggio. Ricordo di averlo fatto. Abitavo in una via privata con la strada ghiaiata. Abbastanza dissestata a dire il vero e quando passavano furgoni o camioncini, la situazione peggiorava. Durante gli acquazzoni estivi le buche profonde si riempivano di pioggia, di polvere. Eravamo bambini quando giocavamo alla guerra e correndo passavano apposta dentro a queste pozzanghere che ci sembravano fossati da saltare.

Sporchi e felici. E ricordo in un pomeriggio in cui ero un americano al fronte, fermarmi davanti a una pozzanghera con il mio fucile. Inginocchiarmi e bere. Ero un soldato e non avevo paura. I miei cugini e i miei amici erano soldati come me, e ridevano, e urlavano, e incitavano. Era solo un gioco. Uno stupido gioco di guerra e fame. Guardo da adulto quella foto e mi chiedo se è semplice ipocrisia dire che si parla di Argentina. Quella non è la pozzanghera in un marciapiede. È la tomba della civiltà moderna. Quella non è una bambina Argentina che ha sete. Siamo tutti. In ginocchio a chiedere l’elemosina. A chiedere perdono. Non importa se dopo quella foto sono arrivati gli aiuti e quella bambina come pure gli altri bambini della comunità sono stati sfamati e dissetati. Quella bambina esiste. E con lei quel gesto. Per un attimo ho pure creduto che fosse stata felice di trovare dell’acqua. Invece magari ha paura. Ha freddo dentro. La colpa è di tutti. Non è Argentina. È il mondo intero. Una foto rubata, in mezzo agli alberi. Non ci si doveva far sentire. Voglio pensare che oltre al fatto di immortalare un pezzo di mondo, ci fosse anche il silenzio dovuto al rispetto. Non immagino parole da dire o pensieri troppo articolati da fare. Una bambina trova dell’acqua, beve. E non le importa dove si trova. Non è un gioco. Non sta giocando ai soldati. Sta sopravvivendo al caldo. Non sono certo le alte temperature le nostre colpe. Sono la fame, la sete, le malattie. Sono l’abbandono totale del debole. Sono il menefreghismo, lo spreco, il fanatismo. Ormai siamo marchiati a fuoco, come gli animali da macello. Ma la differenza è che noi non siamo animali, siamo peggio. La peggiore razza. Se un cane si ferma a una pozzanghera a bere ci fa sorridere. Se è una bambina a farlo, deve fare orrore. Un albero con le sue radici scoperte sembra seguire le orme della bambina. Lancia le sue radici sotto e sopra la terra, diramandosi, cercando ogni goccia possibile. Esiste il mondo degli adulti. Quelli che decidono, quelli che comandano, anche quelli che ubbidiscono. Quelli che spendono e quello che rubano, uccidono. Quelli che inventano. Quelli che sperano e quelli che pregano. Esiste il mondo dei bambini. C’è il mondo dei bambini felici, poi ci sono quelli sorridenti. Quelli istruiti, quelli sani e quelli ammalati. C’è il mondo dei bambini dimenticati. Quelli silenziosi, che si inginocchiano come gli adulti ma non pregano. Cercano di sopravvivere, come possono, mentre il resto del mondo va avanti.
Franco Quadalti

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martedì 19 dicembre 2017

Giethoorn, indietro nel tempo [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI PDF GRATIS]


A 120 Km da Amsterdam esiste un luogo che pare venuto dal passato. In effetti è da li che proviene. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, un piccolo villaggio di 3000 anime. Fondato nel XIII secolo da una setta religiosa protestante, i cosiddetti Flagellanti, i cui membri, per sfuggire alle persecuzioni, decisero di rifugiarsi nella provincia olandese di Overijessel, proprio nel cuore di quello che oggi è il parco nazionale Weerribben-Wiede. Cosa c’è di così particolare in questo luogo? Cosa lo rende fuori dal tempo? O meglio, cosa lo riporta al tempo passato? Semplice, a Giethoorn non ci sono strade, non ci sono auto, mezzi di trasporto diversi da una barca. I più pigri possono avvalersi dell’uso di una bicicletta. Solo dei canali dividono le case, corsi d’acqua che collegano in maniera completa e suggestiva ogni parte di questo villaggio. I mezzi di trasporto quindi restano le gambe o il “punter”, una tipica imbarcazione. Guardo le foto e la prima cosa che mi viene in mente è “che meraviglia”. Un’oasi immersa nel verde, in cui, a detta degli abitanti, non manca nulla. Non manca nulla di veramente indispensabile. Non esiste tecnologia, con i suoi pregi, ma anche con i suoi difetti. Un Paradiso insomma. Qualcosa di unico.

Qui non esiste smog, non esiste il patema del parcheggio, non esiste la fretta, probabilmente l’ansia. La chiamano la Venezia del Nord, anche se di veneziano ha ben poco se non forse l’acqua come unica via.  Un ambiente troppo articolato e impervio per essere stravolto dalla globalizzazione. Qui immagino il silenzio come unico sovrano. La quiete. Potrei chiedermi cosa manca all’uomo comune per scegliere questa strada per il proprio futuro, ma forse siamo ormai troppo abituati al caos, alla frenesia, per potere, anzi, per essere realmente in grado di abbandonare le nostre ansie e le nostre depressioni dovute alla fretta. Attaccati ai nostri mali scegliamo l’asfalto. Qui non si corre se non a piedi in mezzo al verde. Qui si respira la vita. Avranno pur sempre i problemi della gente comune, ma li risolvono in un luogo decisamente migliore. Io ci andrei, ecco. Io ci vivrei. Fosse anche solo per il parcheggio. Fosse anche solo per il traffico. In ogni “fosse anche solo” c’è una domanda. Perché non farlo? Loro hanno scelto. A due ore da Amsterdam, dove c’è l’Europa che corre, esiste un villaggio fatto di persone come noi, ma diverse, nelle scelte. Sfoglio ancora le foto di Giethoorn e più le guardo e più mi piace. Verde ovunque, e fiori, e alberi e barchette. E ancora piante, due bicilette, case basse e circondate da prati verdi come se fosse un film. Mi chiedo di cosa vivano, ma poco importa, loro lo fanno. Mi chiedo come si affronta la vita così. Ma non serve una risposta. Loro non andrebbero via da quella favola. Avevo sentito parlare di luoghi del genere. Alcuni li chiamano i villaggi degli Elfi. Credo non sia la stessa cosa ma ci si avvicina molto. Credo che se solo a vedere questo posto in foto, viene voglia di scappare da qui, allora viverci deve essere come in quelle storie in cui alla fine puoi fermarti a riposare. La natura e la volontà dell’uomo di preservarla crea miracoli. Qui a Giethoorn non manca nulla in fondo. Anzi, questo è un luogo che certamente ha qualcosa in più.
Franco Quadalti


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lunedì 18 dicembre 2017

Riassunto Istituzioni Diritto privato Torrente [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI GRATIS DI GIURISPRUDENZA]


DIRITTO PRIVATO TORRENTE 
SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE
Rapporto Giuridico: relazione tra due soggetti regolata dall’ordinamento. Rapporto giuridico particolare situazione giuridica>>soggetto attivo, passivo; parti-terzo.
Situazione giuridica può consistere>>rapporto giuridico, qualificazione di
persone(capace, coniuge), o di cose(demanialità…).
Diritto Soggettivo(attivo): potere di agere licere per soddisfare proprio interesse individuale protetto dall’ordinamento.
Potestà e Uffici: non sono liberi>>diritti-doveri>>esercitano certi poteri d’azione nell’interesse altrui(padre, tutore).
Facoltà: sono dipendenti dal diritto stesso in quanto sono in esse comprese; non si prescrivono se non si prescrive il diritto stesso(appore confini).
Aspettativa: interesse preliminare del soggetto tutelato in via strumentale.
Esercizio del diritto e realizzazione>>2 momenti differenti. La realizzazione può essere spontanea o coattiva; L’abuso del diritto soggettivo è un caso particolare>>se non diversamente disposto qui iure suo utitur neminem laedit.
Tipi di diritto: assoluti, relativi, potestativi(chiedere divisione di un bene comune). Interesse: si intende qualunque bene, vantaggio, utilità costituente obbiettivo o movente dell’agire di un soggetto. Si distingue in pubblico e privato; se l’interesse riceve piena tutela giuridica>>diritto soggettivo.
Interesse legittimo: in ambito di rapporti tra privati e pubblici poteri>>potere del singolo di verificare corretto esercizio del potere pubblico.
L’atto può essere impugnato al TAR per: vizio di incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere. Dal 1999 cassazione>>ammissibile risarcimento del danno per violazione interesse legittimo.
Diritto soggettivo(passivo): può consistere in un obbligo o un generico dovere di astensione. Particolare è la figura dell’onere>>esercizio di un potere è  condizionato da un adempimento(non prevede sanzione per inattuazione).
Acquisto di un diritto a: 
titolo originario>>sorge a favore di una persona senza esserle trasmesso(occupazione, usucapione, possesso res nullius).
titolo derivativo>>trasmesso da una persona ad altra di due tipi: .....



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Riassunto Istituzioni Diritto privato Torrente


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Il metodo comparativo Costantinesco [DOWNLOAD DISPENSE APPUNTI RIASSUNTI GRATIS DI GIURISPRUDENZA]


IL METODO COMPARATIVO - COSTANTINESCO
Il metodo comparativo costituisce ancora uno strumento di lavoro che dipende dall’esperienza personale e che, in quanto tale, è insicuro e impreciso; i numerosi studi in materia hanno prodotto soltanto un insieme di osservazioni frammentarie, spesso contraddittorie e sempre incomplete. I più importanti problemi metodologici rimangono irrisolti e possono essere individuati solo con uno studio sistematico per orientare l’indagine verso soluzioni valide.
ELEMENTI E PROBLEMI DEL METODO COMPARATIVO
Carattere frammentario e incompleto degli studi sul metodo comparativo Nonostante l’esistenza di parecchie opere sui diversi aspetti metodologici, manca ad oggi uno studio dettagliato sul funzionamento e sui problemi specifici posti dal metodo comparativo.........

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Il metodo comparativo Costantinesco 

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